Un controllo della DGCCRF sul tuo sito, una lettera di un concorrente che segnala un difetto nelle informazioni legali, o semplicemente un cliente che cerca di verificare la tua identità prima di effettuare un ordine: in ciascuno di questi casi, l’assenza o l’incompletezza delle informazioni legali rappresenta un problema concreto. La legge impone a ogni editore di sito internet di visualizzare un insieme di informazioni che identificano chiaramente il responsabile del sito.
Dal 21 maggio 2024, con la legge SREN, queste obbligazioni hanno cambiato base legale, rendendo obsoleti molti dei “termini legali” copiati e incollati qualche anno fa.
Legge SREN e articolo 1-1 della LCEN: la base legale che la maggior parte dei siti ignora
Per quasi vent’anni, si citava l’articolo 6-III della LCEN (legge n° 2004-575 del 21 giugno 2004) come fondamento dell’obbligo di identificazione dell’editore. Non è più così. La legge SREN (sicurezza e regolamentazione dello spazio digitale), promulgata il 21 maggio 2024, ha spostato questo obbligo verso l’articolo 1-1 della LCEN.
In pratica, ciò significa che se la tua pagina di termini legali cita ancora l’articolo 6-III, è giuridicamente datata. Non è solo un dettaglio da purista: in caso di controversia, un giudice o un agente di controllo si riferirà al testo in vigore. Pubblicare le informazioni legali su Backlink Links illustra bene come appare una pagina strutturata secondo il quadro attuale.
Si osserva che molti generatori automatici di termini legali non hanno ancora integrato questo cambiamento. Se utilizzi uno strumento online, verifica manualmente il riferimento legale che inserisce nella tua pagina.

Informazioni obbligatorie secondo lo status: persona fisica o persona giuridica
Il contenuto esatto delle informazioni legali dipende dalla forma giuridica dell’editore. Non si richiedono gli stessi elementi a un micro-imprenditore e a una SAS.
Imprenditore individuale o micro-imprenditore
- Nome e cognome, accompagnati dalla dicitura “imprenditore individuale” o dalle iniziali “EI” (obbligo aggiunto con lo status unico di imprenditore individuale)
- Indirizzo di residenza (o del locale professionale), indirizzo e-mail e numero di telefono per contattare l’azienda
- Numero di registrazione al RCS, numero di identificazione IVA
- Identità dell’hosting del sito: nome o denominazione sociale, indirizzo e numero di telefono
- Per un’attività regolamentata (farmacia, somministrazione di bevande, ecc.): nome e indirizzo dell’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione
Azienda (SARL, SAS, SA, ecc.)
Le informazioni richieste includono la denominazione sociale, la forma giuridica, l’importo del capitale sociale, l’indirizzo della sede legale, nonché i contatti. Il numero RCS, il numero di IVA intracomunitaria e i dati dell’hosting rimangono identici.
Un’assenza frequente riguarda l’hosting: molti siti menzionano la propria identità ma omettono il nome, l’indirizzo e il telefono della società che ospita fisicamente il sito. Questa informazione è comunque obbligatoria per tutti gli editori.
Dark patterns e Digital Services Act: cosa cambia per le tue pagine legali
Il Digital Services Act (DSA), pienamente applicabile nell’UE dal 17 febbraio 2024, introduce un vincolo che colpisce direttamente la progettazione delle pagine di informazioni legali. Le interfacce ingannevoli (dark patterns) sono ora vietate: qualsiasi presentazione che manipola o ostacola la libera decisione dell’utente rientra sotto questo regolamento.
In concreto, si vedono ancora siti che rendono le loro informazioni legali volutamente difficili da trovare (link in grigio chiaro su sfondo bianco, pagina accessibile solo dopo tre clic). Questo tipo di pratica, un tempo tollerata, rientra nel campo dei dark patterns che il DSA mira a eliminare.
Le informazioni legali devono rimanere visibili, complete e facilmente accessibili da qualsiasi pagina del sito. Un link nel piè di pagina, leggibile e correttamente contrastato, rimane la soluzione più semplice e conforme.
GDPR e dati personali: l’aspetto che le informazioni legali da sole non coprono
Si confondono spesso informazioni legali e politica sulla privacy. Sono due obblighi distinti.
Le informazioni legali identificano l’editore. La politica sulla privacy, invece, risponde ai requisiti del GDPR dettagliando quali dati personali vengono raccolti, per quali finalità, su quale base giuridica e quali sono i diritti degli utenti (accesso, rettifica, cancellazione, portabilità).
Un sito che raccoglie dati tramite un modulo di contatto deve avere entrambe le pagine. La sola presenza di informazioni legali non è sufficiente a coprire l’obbligo di informazione previsto dagli articoli 13 e 14 del GDPR.
Per i cookie, la situazione aggiunge un ulteriore livello. Il banner di consenso non sostituisce la politica sulla privacy, e la politica sulla privacy non sostituisce le informazioni legali. I pareri variano su come strutturare questi elementi, ma tre pagine distinte (informazioni legali, politica sulla privacy, politica sui cookie) costituiscono la configurazione più sicura per un sito professionale.

Sanctions in caso di assenza di informazioni legali su un sito internet
L’assenza di informazioni legali non è un semplice mancato adempimento formale. Per le persone fisiche, la sanzione può arrivare fino a un anno di reclusione e a una multa significativa. Per le persone giuridiche, la multa è moltiplicata per cinque.
Oltre alla sanzione penale, l’assenza di informazioni legali danneggia direttamente la credibilità commerciale del sito. Un potenziale cliente che non trova un’identificazione chiara dell’editore abbandonerà la pagina. Le piattaforme di intermediazione e i marketplace richiedono sempre più la conformità delle informazioni legali come condizione per l’iscrizione.
La verifica richiede poco tempo. Può essere suddivisa in tre fasi: controllare che il riferimento legale citato sia effettivamente l’articolo 1-1 della LCEN (e non il precedente 6-III), verificare che i contatti dell’hosting siano presenti sulla pagina e assicurarsi che il link alle informazioni sia accessibile dal piè di pagina su tutte le pagine del sito.
Un sito conforme dal punto di vista delle informazioni legali non deve essere perfetto fin da subito. Deve però essere aggiornato rispetto al quadro in vigore, riflettere fedelmente lo status giuridico del proprio editore e non nascondere le proprie obbligazioni dietro un’ergonomia opaca.



